UN PIANO ORDINARIO, PER UN’EMERGENZA STRAORDINARIA

Gent.ma Assessora.
Dopo un’attenta lettura del Piano straordinario, si ritiene che le iniziative delineate appaiano per lo più protese, per un verso al prolungamento dei termini di scadenza dei bandi attualmente in essere e, per l’altro, a puntellare il sistema di promozione e valorizzazione culturale già messo in atto con l’attuale ciclo di programmazione comunitaria, senza soluzione di continuità. Si ritiene, infatti, che gli atti di semplificazione, ottimizzazione e accelerazione procedurale, richiamati nelle premesse del Piano e già adottati (vedi anche la DGR n. 1531/2019 “Cultura + semplice”), frutto evidente della constatazione delle criticità emerse nella gestione dei bandi emessi, siano necessari e doverosi per mitigare il rischio che gran parte delle risorse impegnate non vengano effettivamente utilizzate dai beneficiari finali. Per converso si ritiene, altresì, che gli assets su cui il Piano fonda le proprie radici per il rilancio dell’industria culturale e creativa siano troppo timidi, con il rischio di restare improduttivi di risultati concreti di tipo sistemico.
Pur nella consapevolezza delle difficoltà che hanno segnato il percorso di questo ciclo di programmazione comunitaria, volto a creare dal nulla un’industria culturale e creativa, nel tentativo di trasformare modelli organizzativi approssimativi in piani di sviluppo sostenibili bancariamente, viene da chiedersi se le risorse messe in campo nel Piano abbiano davvero gettato le basi per la nascita di un sistema d’impresa; se non sarebbe stato più opportuno, in questo momento storico straordinariamente complesso, un’apertura maggiore e più chiara verso esperienze completamente nuove, cercando di essere il più possibilmente inclusivi di tutte le realtà regionali.
Appare, quindi, del tutto assente il tentativo di provare a battere strade insolitamente calpestate, dialogare con i soggetti pubblici e privati dell’universo scolastico; coinvolgere realtà fino ad ora estranee al sistema e che magari in termini di fatturato e addetti rappresentano una realtà di cui dover tenere conto. Azioni innovative, dunque, e allargamento della platea di beneficiari, più che mantenimento di quanto già “sostenuto”.
Questo appare dalla lettura del Piano straordinario proposto che sostiene le imprese con il Bonus una tantum e “premia” quelle che hanno già ricevuto finanziamenti nel triennio 2017-2019, senza prevedere nessuna “apertura straordinaria” a sostegno dell’inversione culturale nel sistema della didattica in remoto per sostenere l’identità territoriale e la resilienza, né tanto meno per sostenere le imprese culturali e creative di nuova o prossima costituzione, attualmente più fragili (ma invisibili alla politica), che tanto meriterebbero di ricevere e che tanto potrebbero fare.
Alla luce di quanto detto, si ribadisce l’importanza di innescare processi di cambiamento sistemico capaci di “coniugare le problematiche dell’industria culturale e creativa a quelle della scuola, immaginando la possibilità di realizzare/utilizzare produzioni audiovisive nostrane per innovare il sistema didattico, introducendo pillole di resilienza e di “rivoluzione” culturale capaci di alimentare l’identità territoriale nei diversi percorsi scolastici (distinti per target di utenza scolare e relativi piani di studio), generando liquidità a favore delle imprese del settore e favorire investimenti in R&I, sinergie tra imprese culturali e creative e Centri di R&S, peraltro già esistenti nel Distretto Dialogòi, formalmente riconosciuto dalla Regione Puglia, favorendo il connubio esistente tra scuola-cultura-lavoro.” e si sottolinea un ulteriore aspetto di significativa rilevanza, riconducibile all’assenza di politiche attive orientate a sostenere le attività culturali di artisti o associazioni “invisibili” alla politica, ma con i requisiti di legge, dedite a sostenere la resilienza attraverso i valori della nostra cultura materiale e immateriale e di identità territoriale.
Peraltro, quanto già rassegnato in termini di proposta e qui ribadito, trova naturale applicazione alle modifiche che si intendono introdurre alle legge regionale n. 6/2004, che contempla espressamente il coinvolgimento dei Distretti industriali, anche attraverso Convenzioni, per la realizzazione di iniziative e progetti di valorizzazione; la riduzione dei processi di migrazione delle giovani generazioni; il sostegno alla domanda e formazione del pubblico, in collaborazione con le Istituzioni scolastiche (cfr. lett. e), f), l) dell’art. 4 nonché, lett. d) dell’art. 7), come anche rispetto al DL di prossima pubblicazione, che prevede, salvo modifiche, lo stanziamento di 400 MLE per la banda ultra larga oltre a ulteriori finanziamenti connessi all’infrastrutturazione per l’erogazione di servizi educativi.
Per ultimo, ma non da ultimo, il Piano non considera, solo prima facie, l’opzione già prospettata da questo Distretto di assegnare ad entrambi i Distretti regionali il ruolo di Organismo Intermedio per la “Selezione delle Operazioni”, di cui al paragrafo 1 dell’art. 123 delReg (UE) n. 1303 del 17 dicembre 2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio optando per l’apertura di un Help desk “finalizzato a monitorare la crisi del settore e a supportare e accompagnare le imprese del comparto Cultura e Creatività nell’accedere a fonti di informazione chiare e semplificate, nell’orientarsi tra i numerosi provvedimenti emanati dalle diverse Autorità, nell’accedere alla misure di sostegno disponibili, nell’attivare modalità di lavoro alternative…omissis…”, che, per diversa via, nella sostanza, riprende l’ipotesi prospettata da Dialogòi, se non rispetto alla scelta del soggetto attuatore…generato da ragioni indifferenti all’impianto normativo di prossima adozione che riforma la legge regionale n. 6/2004.
Con rinnovato spirito di leale e proficua collaborazione, si resta a disposizione di codesto spettabile Assessorato e Dipartimento, per offrire ogni suggerimento utile a sostenere il variegato mondo dell’Industria culturale e creativa e promuovere, sul piano istituzionale e del confronto partenariale, politiche realmente innovative a vantaggio di tutte le imprese culturali e creative, associate o non a questo Distretto.

Sergio Ventricelli
Presidente DIALOGOi, Distretto Produttivo Pugliese dell’Industria Culturale