Il Presidente Ventricelli scrive all’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Capone

“Gentile Assessore Capone, le riporto qui di seguito alcune considerazioni relative alla Legge Regionale 12 dicembre 2013, n. 40. Iniziative e interventi regionali a sostegno della lettura e della filiera del libro in Puglia, maturate grazie al contributo di imprenditori come Agnese Manni, Alessandro Adda e Maria Laterza, nonché dell’intero CdA di Dialogoi, con la speranza di poter fornire un supporto utile allo sviluppo della stessa.
La prima è che si potrebbe sottolineare con maggior intensità la differenza tra “sostegni al libro”, inteso come attività di impresa, e sostegno alla lettura. In tal senso, si potrebbe dare maggiore impulso alla veicolazione di libri che parlano della Puglia e che in Puglia vengono realizzati nella sua filiera più lunga, editore, stampatore, interpreti, agenzie di comunicazione, distributori, agenzie di promozione, fotografi. Un lavoro intenso e mirato che sappia promuovere senza soluzione di continuità una grande economia di settore, veicolando in ogni dove questa Terra. Per far questo bisognerebbe lavorare in una duplice direzione, sulla creazione di partnership importanti e attraverso una opportuna attività promozionale. Sulla prima è necessario soprattutto intensificare le collaborazioni, gli interscambi culturali e i progetti regionali ed europei col sistema scolastico, veicolando il libro e la lettura in tutte le età. I provveditorati e i circoli didattici in primo luogo, ma anche le università, devono essere messi al centro di questo sistema, con una continua e costante interfaccia e con scambi di proposte e buone prassi. Sulla promozione si può fare tanto. Il premio letterario Sinbad dello scorso dicembre è stato un buon momento di ascolto e proposte, alla pari del coinvolgimento dell’ICE sul piano Export Sud per l’Internazionalizzazione. Bisogna ripartire da lì, costruendo un percorso di dodici mesi all’anno fatto di innumerevoli iniziative, piccole e di qualità, che possano magari poi sfociare in un grande evento e nella partecipazione di due/tre appuntamenti internazionali (vedi Torino e Francoforte). La promozione dev’essere costante, ragionata, forte e partecipata. Sulla linea di quanto si è fatto in Puglia col cinema e la musica. Il budget indicato nella legge, 200mila euro, pur costituendo una buona base non appare particolarmente significativa se si immagina un forte impulso al comparto. E ancora. In altre regioni, esistono interessanti riferimenti anche per i mutui bancari agevolati. Per molti piccoli editori è un problema particolarmente complesso, perché i tempi di incasso sono lunghissimi, stesso discorso per i crediti dove la Regione potrebbe fare da garante. Quest’ultima sarebbe una proposta utile e di semplice attuazione.
Lasciano qualche perplessità altri due elementi. La sede legale come requisito – suggeriamo piuttosto una proposta di vantaggi per le aziende che operano sul territorio – e la scarsa specificizzazione dei soggetti fruitori, nello specifico quando si parla di libreria indipendente. La profondità orizzontale e verticale del catalogo, ad esempio, è un criterio da sempre utilizzato; altrimenti rientrano anche le cartolibrerie che hanno i 10 titoli di classifica. Per grande distribuzione si intende, almeno in gergo editoriale, gli iper e i supermercati, mentre qui si vuole intendere che non devono appartenere a librerie di catena.
Capitolo rappresentatività. Apprendiamo che esiste la Consulta del libro e della lettura, in tutta onestà assai poco percepita dagli operatori. Se la Regione la ritiene uno strumento utile, auspichiamo che al suo interno venga coinvolto un rappresentante di Dialogoi, per poter suggerire le attività previste verso lo sviluppo industriale e la considerazione che il comparto necessita.
Infine, l’autorevolezza fisica. Questo Distretto ritiene opportuno che la Puglia abbia un luogo fisico pubblico/privato fortemente riconducibile al mondo del libro, sugli esempi del Circolo dei Lettori a Torino e di El Ateneo a Buenos Aires. Il primo è nato nel 2006 ed è sostenuto dalla Regione Piemonte. Un centro culturale dinamico, curioso, innovativo. Un luogo elegante che celebra un programma fitto di incontri, reading, presentazioni, gruppi di lettura e altri appuntamenti focalizzati sull’esperienza letteraria. La libreria El Ateneo di Buenos Aires, invece, rappresenta non solo un punto di riferimento culturale per l’America Latina e per l’Argentina, ma anche un luogo magico, dove è possibile ammirare le bellezze del posto, e rimanere affascinati dall’architettura del teatro e del cinema. Un luogo in cui è possibile trovare libri e testi di ogni genere e pubblicati in ogni lingua.
Entrambi spazi moderni, che ospitano anche una caffetteria. Un modo per accogliere i turisti e chiunque voglia conoscere le radici di questo splendido luogo, e per rimanere in silenzio a lasciarsi ammaliare dalla conoscenza e dalla cultura”.